Monthly Archives: novembre 2009

Intervento relativo alla mozione sull’acqua potabile.

In base al provvedimento Ronchi anche la gestione del servizio idrico (acquedotti e depurazione) dovrà essere sottoposta a procedure competitive ad evidenza pubblica entro il 31 dicembre 2011. Questo decreto trasforma un bene comune universale qual è l’acqua in una merce utile per i profitti di pochi; espropria le competenze degli enti e delle comunità locali predicando federalismo e praticando centralismo ed invece di migliorare e qualificare il servizio idrico pubblico lo affida ai privati per far pagare in futuro i costi di investimenti e i profitti gestionali ai cittadini tramite l’incremento delle tariffe.
Per portare avanti questo disegno speculativo le forze di governo hanno cercato di farci credere che questo era un provvedimento dovuto per rispettare obblighi comunitari e sentenze della Corte di Giustizia; ciò è falso perché su tema del servizio idrico non c’è alcun vincolo comunitario visto che viene garantita ampia discrezionalità ai singoli Paesi in merito alla definizione dei servizi e alle relative modalità organizzative.
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Intervento sulla mozione relativa campi nomadi

Di seguito l’intervento integrale sulla mozione presentata dalla Lega in merito ai campi nomadi

Mi pare del tutto evidente che Un’Altra Bassano non si riconosce nella mozione presentata dalla Lega, né sulle motivazioni che ne sono alla base.E questo non tanto perché essa chiede il non allestimento di un campo nomadi, previsto dal PTCP in osservanza alla Legge Regionale 54 dell’89, quanto per le motivazioni che sono state chiaramente illustrate dal promotore, ribadite da altri interventi e che in ogni caso, vista l’aria che tira politicamente parlando, si potevano ben intuire. Anche perché sappiamo che in Consiglio Regionale la stessa legge dell’89 viene attualmente messa in discussione e le proposte di legge sostitutiva, soprattutto quella presentata dalla Lega, sono di tipo discriminatorio e razzista: se tale legge fosse approvata e applicata, non porterebbe a ricercare forme di convivenza e di incontro, ma fomenterebbe il conflitto sociale. Solo una legge propositiva che si basa su interventi concreti, non di matrice assistenziale ma neanche di matrice razzista, può trovare delle soluzioni efficaci ad una questione posta alla ribalta anche negli ultimi avvenimenti nazionali. Continue reading

Alcune note sulla mobilità sostenibile a Bassano

Pubblichiamo qui di seguito una sorta di foglio di lavoro, uno strumento che ci è stato utile per proporre delle linee guida sulla mobilità sostenibile in città, un tema che ci sta a cuore.

  • Necessità di liberare la città dal traffico automobilistico che la soffoca e la inquina.
  • Necessità di consentire una circolazione più sicura e più sana.

Ne consegue che bisogna diminuire il traffico di auto ed aumentare quello della bici con l’obiettivo di far diventare Bassano una città a misura di pedoni e ciclisti.

Se l’obiettivo viene condiviso dalla maggioranza, si dovrà procedere in modo graduale ma radicale, tenendo presente quattro punti ugualmente importanti:

  1. Condivisione delle scelte con la città tramite adeguata campagna informativa che spieghi in modo semplice quanto si intende fare, soprattutto giustificando le scelte;
  2. Modifica dei limiti di velocità introducendo le zone 30 nelle zone residenziali e presso le scuole e realizzazione di zone a traffico limitato (centro storico, centro studi)
  3. Potenziamento del trasporto pubblico, anche con forme diversificate;
  4. Forte impegno dell’Amministrazione da un punto di vista culturale, con il coinvolgimento di associazioni e scuole.

Questo presuppone che si faccia rispettare il Codice Stradale. Le sanzioni dovranno essere investite in progetti di mobilità sostenibile, nella massima trasparenza sia delle entrate che delle uscite.

Nel lavorare per la mobilità sostenibile si deve tenere presente il problema delle persone con disabilità.

Se Bassano vuole raggiungere questi scopi bisogna essere decisi a rendere meno conveniente l’uso dell’auto rispetto alla bici per le persone che per età, salute e scopo dello spostamento possono usarla.

Quindi:

  • i parcheggi attuali sono – se si fa eccezione per la destra Brenta – ampiamente sufficienti, basti pensare al quasi cronico sottoutilizzo del parcheggio sotterraneo Cadorna e del parcheggio Gerosa;
  • bisogna ridurre i sensi unici e quando ciò non sia possibile, si dovrebbe permettere il doppio senso per le bici;
  • no a piste ciclabili, costose, di difficile manutenzione e pulizia, spesso pericolose e sì a corsie per le bici, anche laddove questo dovesse far eliminare una fila di parcheggi;
  • creazione di passaggi pedonali rialzati e colorati per ridurre la velocità delle auto;darsi dei tempi verosimili e procedere con la dovuta gradualità ma con molta determinazione.