Nuovo Regolamento Quartieri

Nel Consiglio Comunale del 27 luglio 2012 è stato approvato (finalmente) il nuovo Regolamento dei Quartieri, con importanti novità, leggi l’intrevento di Paola Facchinello:

Un’altra Bassano accoglie questo regolamento con soddisfazione perché ha atteso per quasi 3 anni  un punto previsto in esso e cioè il voto a tutti i residenti, indipendentemente dalla loro cittadinanza; ma su questo avrò modo di soffermarmi più avanti.

E’ stato un lavoro lungo e minuzioso e devo dare atto alla determinatezza del Presidente della Commissione Affari istituzionali, cons. Giaccon e alla competenza e pazienza del segretario della commissione, dott. Zanella, se questo lavoro si è finalmente concluso. Con quanta condivisione si vedrà stasera dal voto, certamente alcune scelte sono state fieramente avversate da qualche gruppo consiliare e il gran numero di emendamenti presentati ne è testimonianza.

Io credo che sia un buon regolamento, che va nella direzione di una maggiore partecipazione e democrazia: il richiamo alle pari opportunità ( che non è da intendere solamente riferito al genere, ma a tutti i componenti le comunità dei quartieri), l’estensione del voto ai sedicenni e agli stranieri, l’introduzione del quorum dell’8 % per la validità delle elezioni – proprio nell’ottica di incoraggiare la partecipazione -, la limitazione di alcuni poteri dei Presidenti a favore di un maggior ruolo  dei consiglieri  di quartiere, l’obbligatorietà della convocazione delle assemblee di quartiere – pena lo scioglimento del Consiglio – ,  la richiesta di adeguata rendicontazione per lo svolgimento dei servizi delegati,  sono tutti aspetti che, a parer nostro, dovrebbero rendere più partecipata e trasparente l’attività dei Consigli di Quartiere. C’è anche un doveroso richiamo, all’art. 7, comma 5, al ruolo che l’Amm. Com. deve avere nel dare adeguata pubblicità in occasione delle elezioni dei Consigli di quartiere e all’art. 19, comma 2, all’impegno dell’Amministrazione di attivare forme adeguate di reciproca informazione ai quartieri.

Certamente non tutti i problemi che possono sorgere nei rapporti tra Amministrazione e Quartieri e all’interno degli stessi organi eletti non saranno risolti. Per alcuni di questi problemi, quelli che riguardano la gestione di impianti e servizi e alla rendicontazione degli introiti, si rimanda alle convenzioni in essere tra i singoli quartieri e l’Amministrazione, ma la discussione sul Regolamento ha fatto riflettere anche su questi aspetti, su cui l’Amministrazione interverrà nei modi che riterrà più opportuni – si spera con più chiarezza e coraggio di quanto non sia stato fatto finora, il che ha dato luogo a fenomeni di disaffezione da parte di alcuni componenti in alcuni Consigli di Quartiere. Da parte nostra e nel ruolo che ci compete, vigileremo su questo.

E’ chiaro che l’aspetto più innovativo però riguarda proprio quell’estensione del voto a tutti i residenti dai 16 anni in su, su cui si è tanto dibattuto in Commissione e, come abbiamo visto, anche in Consiglio.

A noi francamente sembra assurdo che nel 2012, in una società multietnica come la nostra si faccia una battaglia ideologica per il voto in organismi che sono di volontariato e solamente consultivi. Abbiamo detto e ripetuto più volte –e non starò quindi a dilungarmi su questo  – che a nostro parere questo è un mezzo per includere e far partecipare i nuovi abitanti di Bassano – che spesso sono anni che qui abitano- alla cosa pubblica, con tutti i diritti ma anche i doveri che ne conseguono.

Ci è stato più volte detto in Commissione che non parteciperanno al voto; può darsi. Nell’illustrare la nostra interpellanza del 18 aprile 2011, in cui sollecitavamo l’Amministrazione sul voto a tutti i residenti, avevo affermato “al di là del fatto che poi questi cittadini extra comunitari si avvalgano o no della facoltà di esercitare un loro diritto, la partecipazione alla vita dei quartieri deriva necessariamente dal diritto soggettivo al voto ma non è di per sé sufficiente per avviare un processo di inclusione e responsabilizzazione. Questo verrà poi, ma necessita di altri strumenti.”

Qui si gioca anche la credibilità dell’Amministrazione che deve adottare gli strumenti di comunicazione più opportuni, instaurando un dialogo con le varie etnie che non può essere limitato ai pochi giorni in cui se ne discute con Dialogando. E in ogni caso la partecipazione o meno è una libera scelta, che evidentemente viene esercitata anche dai bassanesi di cittadinanza italiana, vista la partecipazione sempre più esigua al voto per i Consigli di quartiere. Noi speriamo che questo nuovo Regolamento, anche per le provocazioni che esso contiene, sia di sprone per un maggior coinvolgimento di tutti affinchè i Consigli di Quartiere siano effettivamente degli organi che rappresentano all’Amministrazioni le necessità di tutti i cittadini e siano di aiuto all’Amministrazione stessa per meglio amministrare.

27-07-2012

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